venerdì 20 aprile 2007

Il Golem

Da Praga

A Piazza Mariánské Naměstí, all’entrata del Municipio Nuovo di Praga c’è una statua che rappresenta il filosofo ebreo Rabbi Low. Vissuto tra il 1500 e il 1600 è noto, più che per il suo pensiero innovativo (ne ho letto come teologo della relatività), per essere il creatore del Golem.

Diverse sono le leggende sul Golem, ma le principali sono due. Entrambe evidenziano come la mistica cabalistica animi le leggende ebraiche: la Temurà, la sostituzione/permutazione di alcune lettere con altre, un processo potentissimo, capace di creare la vita ma anche di toglierla; secondo la Kabbalah ebraica, il creato è stato costruito con le lettere dell’alfabeto.

Tornando alle leggende sul Golem, la prima fa così:

Nel XVI secolo, durante il regno di Rodolfo II, gli ebrei a Praga vivevano nella paura in quanto vittime di continue aggressioni. Rabbi Low decise di proteggere gli ebrei dal massacro dando vita al Golem, un gigante che secondo la Cabala poteva essere generato dall'argilla che si trovava sulle rive della Moldava. Seguendo i rituali prescritti, il Rabbino creo il Golem e lo porto in vita recitando uno speciale incantesimo in ebraico. La parola "emet" (verità) fu posta sulla fronte del gigante d'argilla.
Il Golem avrebbe obbedito ad ogni ordine del Rabbino e avrebbe aiutato e protetto la popolazione del Ghetto ebraico. Col tempo il Golem si fece sempre più grande ma anche sempre più violento e comincio ad uccidere e a spargere il terrore. Al Rabbi Low venne promesso che la violenza contro gli ebrei sarebbe cessata se il Golem fosse stato distrutto. Il Rabbino acconsenti. Eliminando la prima lettera dalla parola "emet", facendola così diventare "met" (morte), venne tolta la vita al Golem. Secondo la leggenda, il Golem fu riportato di nuovo in vita dal figlio del Rabbi Low e potrebbe ancora oggi vegliare su Praga.

La seconda leggenda racconta di come Rabbi Low utilizzasse un gigantesco Golem, dotato di una forza mostruosa che gli consentiva di lavorare nei campi, senza mai stancarsi, tutti i giorni di lavoro escluso il sabato. Rabbi Low, temendo di profanare lo "shàbat", il giorno sacro dedicato al riposo e alla meditazione, aveva ben cura di togliere ogni venerdì sera, dal petto del Golem, la stella di Davide contenente le misteriose lettere componenti il nome di Dio. Una volta terminata l'operazione il gigante si bloccava per incanto diventando, di colpo, una massa di argilla senza vita. Un venerdì sera, però, Rabbi Low, distratto da altri problemi, dimenticò di togliere il talismano. Accortosi dell'accaduto, e non trovando la gigantesca creatura in casa, corse per strada alla ricerca del Golem riuscendo a raggiungerlo nei pressi della Sinagoga. Sebbene affannato per la lunga corsa, Rabbi, con un movimento lesto, riuscì ad estrarre la stella dal petto del gigante d'argilla che in un baleno cadde a terra in mille pezzi.

Dalle parole di Gustav Meyrink, lo scrittore che ha reso popolare il mito del Golem:

‘Quando mi domanderanno: “Vuole vivere ancora a Praga?” io risponderò “Sì, ma solo nei ricordi”, in realtà non voglio vivere lì un’ora sola. Spesso di notte mi sogno di Praga, del suo incanto demoniaco. Poi, quando mi sveglio, mi pare di essermi liberato da un incubo. Da quel tempo che avevo lasciato Praga, vivo. Per due anni restai a Vienna, poi mi trasferii in Germania e vidi molte città tedesche in cui si trovano edifici medievali come a Praga e che hanno un passato analogamente cruento come a Praga. Ma in nessuna di queste città esiste l’atmosfera incredibilmente strana come a Praga. Queste città sono ormai disinfettate e l’uomo vi cammina come nei musei alquanto noiosi’

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